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domenica 21 novembre 2010

La produzione di semi amatoriale


La produzione di semi amatoriale
di alcune delle principali piante alimentari
Elementi basilari



Qui di seguito si vuol dare un’idea dei meccanismi da conoscere e dei mezzi utilizzabili per produrre piccole quantità di sementi in purezza, evitando cioè che si abbiano incroci indesiderati.
Alcune specie sono prevalentemente “non incrocianti” altre prevalentemente “incrocianti”. Quindi, se lasciate libere, le piante di alcune specie si autoimpollineranno molto spesso e raramente si incroceranno tra loro, mentre in altre specie si incroceranno quasi sempre. Niente è però sempre assoluto, sono tendenze. Solo le piante dioiche o autosterili devono obbligatoriamente incrociarsi sempre, non potendo assolutamente autoimpollinarsi.
Eviteremo incroci indesiderati tramite diversi espedienti nelle specie “incrocianti”, mentre potremo lasciar stare alla natura le specie “non incrocianti” poiché da queste ultime avremo naturalmente semi puri quasi al 100% e i rari incroci saranno tollerabili e scartati in seguito.
Le percentuali di incroci variano molto con le condizioni ecologiche e l’ambiente circostante. Si hanno spesso diverse teorie sull’impollinazione delle diverse specie e sulle metodologie da adottare per produrne semi puri, tutte suffragate da esperimenti, che differiscono a causa delle condizioni ambientali in cui tali esperimenti sono stati condotti. Alcuni fattori che possono aumentare la possibilità di incrocio sono: presenza di numerosi insetti impollinatori, presenza di vento, mancanza di altri fiori nelle vicinanze su cui gli insetti possano “ripulirsi” prima di andare su un fiore della stessa specie, mancanza di barriere (siepi, case, alberi, ecc.) tra le diverse varietà della stessa specie. Naturalmente bisognerà considerare anche ciò che cresce negli orti dei vicini e delle piante selvatiche di cui coltiviamo varietà domesticate.
Spesso sarà necessario osservare una distanza di sicurezza tra due varietà della stessa specie o provvedere a isolare con reti di tulle i fiori o le intere piante destinati alla produzione di semi.
Per le specie impollinate dal vento la rete di tulle sarà inutile e solo la distanza sarà una buona garanzia.
Le distanze possono essere accorciate, ad esempio, raccogliendo i semi solo dal centro di un appezzamento monocolturale dove quasi tutto il polline proverrà dalle stesse piante circostanti della medesima varietà, oppure facendo in modo che ci siano barriere tra una cultivar e l’altra, o nel caso che ci siano molti fiori diversi nelle vicinanze. Inoltre si possono evitare gli incroci facendo in modo che diverse varietà della stessa specie non fioriscano contemporaneamente.
Famiglia Cucurbitaceae
Tipo di impollinazione: prevalentemente incrociata, tramite insetti.
Metodo di isolamento: se non si ha una distanza tra diverse varietà della stessa specie di almeno circa 500 metri si può ricorrere a sacchetti di rete di tulle da mettere sia sui fiori maschili che femminili (prima che si aprano e ovviamente solo su quelli che useremo per l’impollinazione). Poi si impollina manualmente la mattina presto (indicativamente dalle ore 6 alle 9) e si ricoprono i soli fiori femminili con i sacchetti. Alternativamente i fiori grandi (tipo zucche), ma con un po’ di attenzione anche quelli piccoli (tipo meloni), possono essere chiusi (con nastro adesivo da carrozzieri o con sottilissimi fili di ferro plastificati piegati a V o con altri sistemi che ognuno può inventare) la sera prima che si aprano e quelli femminili richiusi subito dopo l’impollinazione manuale, evitando i sacchetti. Marcare il frutto che ne deriverà legando un fiocchetto alla base ma lasciandolo lente per evitare che strozzi il peduncolo.
Estrazione dei semi: facile se i semi non sono circondati da un arillo (zucche, meloni, cocomeri). Quando i semi hanno un arillo (cetrioli), si estrae tutta la polpa gelatinosa con un cucchiaio e si lascia fermentare in un barattolo coperto da una retina antiinsetti (si può aggiungere un po’ d’acqua, ma non molta, se la polpa fosse troppo asciutta), per poi sciacquare il tutto in un colabrodo fino a isolare i semi. La fermentazione infatti rompe la cuticola degli arilli liberando i semi.
Togliere sempre i residui di polpa passandoli sotto un getto d’acqua in un colabrodo aiutandosi con le dita.
Far asciugare bene all’ombra.
Dopo la raccolta per le zucche si raccomanda un periodo di postmaturazione di almeno un mese durante il quale i semi finiscono di formarsi. Dopo questo periodo si estrarranno i semi che avranno così una qualità molto migliore.

Phaseolus vulgaris
Tipo di impollinazione: prevalentemente non incrociata. Si autoimpollina già prima che il fiore si apra agli insetti.
Metodo di isolamento: nessuno o brevissime distanze.
Estrazione dei semi: sgranando i baccelli manualmente o battendoli in un sacco.


Phaseolus lunatus
Tipo di impollinazione: prevalentemente non incrociata, ma quella incrociata è comunque troppo frequente (circa 30 %) per coltivare due varietà una accanto all’altra. Viene effettuata dagli insetti oppure si ha autoimpollinazione.
Metodo di isolamento: distanza tra diverse varietà di almeno circa 500 metri oppure utilizzare tulle con cui confezionare delle “gabbie” intorno alle piante o con cui preparare dei sacchetti da mettere intorno ai racemi di fiori da cui si intenda raccogliere semi da seminare. Bisogna però dire che se tra due file di differenti varietà di Phaseolus lunatus interponiamo altre colture rampicanti o comunque piuttosto alte (pomodori, mais, fagioli comuni, ecc.) o diverse barriere (siepi, muri, edifici, ecc.) le distanze possono ridursi fino a rendere sufficienti anche solo 10-20 metri.
Estrazione dei semi: i baccelli sono deiscenti, cioè si aprono a maturità. Bisogna evitare che una volta aperti la pioggia, o l’acqua di irrigazione, bagnino direttamente i semi, anche se questi rimangono quasi sempre dentro il baccello. L’imbibizione dà il via alla germinazione e anche se immediatamente interrotta i semi non sono più buoni. I baccelli si sgranano solitamente a mano.


Phaseolus coccineus
Tipo di impollinazione: prevalentemente incrociata. Viene effettuata dagli insetti oppure si ha autoimpollinazione.
Metodo di isolamento: distanza tra diverse varietà di almeno circa 500 metri oppure utilizzare tulle con cui confezionare delle “gabbie” intorno alle piante o con cui preparare dei sacchetti da mettere intorno ai racemi di fiori da cui si intenda raccogliere semi da seminare. Anche in questo caso la frapposizione di barriere e ostacoli vari (muri, siepi, colture di specie alte diverse) tra due file di differenti varietà di Phaseolus coccineus può ridurre le distanze necessarie a solo 10-20 metri.
Estrazione dei semi: sgranando i baccelli manualmente o battendoli in un sacco.

Pisum sativus
Tipo di impollinazione: prevalentemente non incrociata. Si autoimpollina già prima che il fiore si apra agli insetti.
Metodo di isolamento: nessuno o brevissime distanze.
Estrazione dei semi: sgranando i baccelli manualmente o battendoli in un sacco.


Cicer arietinum
Tipo di impollinazione: prevalentemente non incrociata. Si autoimpollina già prima che il fiore si apra agli insetti.
Metodo di isolamento: nessuno o brevissime distanze.
Estrazione dei semi: battendo le piante intere una volta seccate e svelte.


Vicia faba
Tipo di impollinazione: prevalentemente incrociata. Viene effettuata dagli insetti oppure si ha autoimpollinazione.
Metodo di isolamento: distanza tra diverse varietà di almeno circa 500 metri oppure utilizzare tulle con cui confezionare delle “gabbie” intorno alle piante da cui si intenda raccogliere semi da seminare. Barriere e ostacoli vari (muri, siepi, colture di specie alte diverse) tra due file di differenti varietà di Vicia faba possono ridurre le distanze necessarie.
Estrazione dei semi: sgranando i baccelli manualmente o battendoli in un sacco.

Lycopersicon esculentum
Tipo di impollinazione: non incrociata per le varietà con pistillo non prominente e talvolta incrociata per le varietà con pistillo prominente.
Metodo di isolamento: nessuno o brevi distanze per le varietà con pistillo non prominente, cioè che non esce oltre la colonna di stami al centro del fiore. Le varietà a pistillo prominente (sono poche) o si distanzieranno tra loro di almeno una trentina di metri o si dovranno utilizzare dei sacchetti di tulle per coprire i fiori destinati alla produzione di frutti da seme. Ovviamente i sacchetti dovranno essere usati già poco prima che il fiore si apra e levati quando il frutto inizierà a svilupparsi. Mettere un fiocchetto lente alla base dei frutti da seme per facilitarne il riconoscimento.
Estrazione dei semi: i semi vanno raccolti prelevandoli da frutti ben maturi di piante che manifestino fedelmente tutte le caratteristiche tipiche della cultivar di appartenenza.
Questi frutti saranno poi divisi a pezzi e messi in una ciotola (o simile) all’ombra, dove dopo qualche giorno si spappoleranno, fermenteranno e la polpa si liquefarà. Coprire la ciotola con una retina fine per evitare che vi vadano dentro degli insetti. Il tempo varia da due a diversi giorni in funzione della temperatura e bisognerà stare attenti che una volta completata la fermentazione i semi non inizino a germinare se lasciati troppo a lungo in tali condizioni. A questo punto sarà facile raccogliere i semi passando ciò che rimane dei pomodori in un setaccio o, meglio, in un colabrodo a buchi più piccoli dei semi. Bisogna mescolarli con le mani sotto l’acqua corrente, premendoli leggermente tra le dita o sul fondo per separarli meglio, per 2 o 3 minuti togliendo via via i pezzi di buccia ed eventuali piccole parti di polpa ancora soda o fibrosa fino a che non resteranno che i semi puliti. Mettere poi i semi in un piatto ad asciugare all’ombra ed una volta ben secchi si potranno conservare in buste di carta in luogo asciutto. Questo sistema (anche se il puzzo di pomodoro marcio fa un po’ schifo) consente di ottenere molti semi, ben puliti, sani ed in poco tempo. La fermentazione elimina eventuali malattie batteriche presenti nel frutto che non verranno quindi trasmesse alle future piante che otterremo dai semi.





Genere Capsicum (tranne C. cardenasii e alcune varietà di C. pubescens che sono autosterili e necessitano quindi di impollinazione incrociata. Queste saranno incrociate con altri individui ma della stessa varietà se si vorrà mantenere la purezza varietale.)
Tipo di impollinazione: autogamia preferenziale, cioè solitamente si avrà autoimpollinazione. In alcuni casi si possono avere incroci anche tra specie diverse del genere Capsicum.
Metodo di isolamento: pochi metri sono generalmente sufficienti per avere solo qualche raro incrocio. Altrimenti si possono usare sacchetti di tulle con cui avvolgere alcuni fiori già prima che si aprano e fino al loro completo appassimento.
Estrazione dei semi: facile, rimovendo i semi manualmente dall’interno dei frutti maturi e lasciandoli poi seccare all’ombra. Per ottenere dei semi sono però necessarie delle temperature minime notturne particolari: inizialmente 12-16°C per l’allegagione, poi 17-21°C per lo sviluppo armonioso di frutti ricchi di semi.


Solanum melongena
Tipo di impollinazione: autogamia preferenziale, cioè solitamente si avrà autoimpollinazione.
Metodo di isolamento: pochi metri sono generalmente sufficienti per avere solo qualche raro incrocio. Altrimenti si possono usare sacchetti di tulle con cui avvolgere alcuni fiori già prima che si aprano e fino al loro completo appassimento. In India, suo luogo d’origine, i fiori sono molto visitati da diversi insetti e le distanze di sicurezza si allungano notevolmente.
Estrazione dei semi: è bene qui ricordare che le melanzane così come vengono consumate sono frutti acerbi. Per estrarne i semi bisogna attendere che siano ben mature. A maturazione divengono più morbide e spugnose, al loro interno si formano delle cavità con le pareti cosparse di semi e cambiano colore diventando, ad esempio, gialle se prima erano bianche e verde-brunastre se prima erano viola. A questo punto basterà tagliarle e grattare con un coltello le pareti delle cavità per far saltare via i semi. I semi saranno poi sciacquati in un colabrodo fine togliendo manualmente eventuali pezzi di polpa ad essi mescolati, verranno poi stesi su un piatto e fatti asciugare bene all’ombra per essere poi imbustati.


Lactuca sativa
Tipo di impollinazione: autogamia preferenziale, cioè solitamente si avrà autoimpollinazione.
Metodo di isolamento: pochi metri sono generalmente sufficienti per avere solo qualche raro incrocio. Distanziare comunque il più possibile. Alte temperature e forte insolazione aumentano la tendenza a incrociarsi. Può incrociarsi anche con lattughe selvatiche se presenti nelle vicinanze.
Estrazione dei semi: semplicemente rovesciando le infiorescenze ormai secche in un secchio e scuotendole. I semi cadranno e basterà raccoglierli dal fondo. Attenzione che il vento non li faccia cadere prima. I pappi volano via senza trasportare con sé il seme che rimane nel ricettacolo per poi cadere a terra, se non raccolto prima.


Genere Cichorium
Tipo di impollinazione: specie autofeconda che può autoimpollinarsi anche senza insetti ma che gli insetti possono incrociare.
Metodo di isolamento: soprattutto in ambienti ecologicamente sani e con molti insetti è bene coprire le piante con gabbie di tulle prima che fioriscano per poi raccogliere dei semi sicuramente puri. Alternativamente sono necessarie distanze di circa 500 metri tra diverse varietà. Attenzione anche alle comuni cicorie selvatiche. Cichorium intybus può essere fecondato da Cichorium endivia, ma non viceversa.
Estrazione dei semi: difficile poiché si separano male dal capolino oppure talvolta cadono precocemente. Conviene raccogliere i capolini (contenenti qualche seme) a maturità e seminarli interi per poi diradare in seguito le piantine.


Beta vulgaris
Tipo di impollinazione: specie impollinata dal vento. Il polline viene rilasciato prima che gli stigmi siano ricettivi e quando sono ricettivi il polline è ormai andato. Quindi praticamente è una specie autosterile. Necessita di grande ricambio genetico da una generazione all’altra per cui bisogna coltivare sempre numerose piante per ogni varietà. Produrre semi coltivando sempre una o poche piante porta alla “depressione genetica”.
Metodo di isolamento: il polline può volare per chilometri ed è stato trovato anche a 5000 metri sopra dei campi di barbabietole. In pratica sono però sufficienti 500-1000 metri di isolamento tra diverse varietà. Bietola da costa, barbabietola, barbabietola da zucchero, bietola da foglia (erbette) e barbabietola da foraggio sono tutte varietà della stessa specie e possono incrociarsi tra loro. Attenzione anche alla bietola selvatica, comunque rara. Se si vogliono coltivare diverse varietà contemporaneamente occorrerà chiuderle, al momento della fioritura, sotto una specie di cuffia a prova di polline, evitando però un eccessivo surriscaldamento da effetto-serra.
Estrazione dei semi: in realtà si raccolgono i frutti, che vengono seminati interi. La raccolta è facile poiché basta passare una mano sull’infruttescenza per staccarli agevolmente.


Famiglia Apiaceae
Tipo di impollinazione: i singoli fiori sono proterandrici (cioè prima liberano il polline e quando questo è ormai andato gli stigmi diventano ricettivi) ma essendoci numerosi fiori di età diverse nelle ombrelle le piante possono anche autoimpollinarsi. Gli insetti agiscono da ottimi impollinatori facendo incrementare notevolmente il numero di semi prodotti ma possono anche portare ad incroci non desiderati.
Metodo di isolamento: la cosa migliore e più semplice sarebbe di rispettare distanze di circa 500-1000 metri da altri fiori di diverse varietà della stessa specie. Attenzione anche alle piante selvatiche, talvolta comuni (carota selvatica, finocchio selvatico, ecc.) In alternativa si possono isolare le piante sotto gabbie di tulle, ma produrranno molti meno semi poiché gli insetti non potranno svolgere l’azione di impollinatori dentro le gabbie (qualcuno inserisce delle mini arnie per l’occasione). Un’ulteriore alternativa è quella di usare sì le gabbie ma di scoprire una sola varietà per giorno lasciando che gli insetti facciano il loro lavoro. Quest’ultimo metodo permette di ottenere un numero di semi intermedio tra lasciarle sempre sotto le gabbie e non lasciarcele mai, ma può essere applicato solo quando si hanno diverse varietà e non ce ne sono altre nel raggio di 500-1000 metri.
Estrazione dei semi: facile, basta raccogliere le ombrelle ben secche, stropicciarle in un secchio e togliere poi i detriti lasciando solo i semi (in realtà sono frutti, detti diacheni, costituiti quasi interamente da due semi, poi divisi a metà). Spesso la fioritura avviene solo dopo che è passato un inverno. Se l’inverno è troppo umido e/o freddo alcune piante possono morire, per cui si raccomanda di proteggerle durante la stagione fredda. Le carote possono essere svelte, tenute in sabbia umida durante l’inverno (dove anche a parità di temperatura marciranno molto meno facilmente che nella terra) ed essere poi ripiantate nell’orto a primavera dove infine fioriranno. Prima di metterle nella sabbia umida se ne può “assaggiare” la metà inferiore della radice senza causare danni alla pianta che a primavera si svilupperà ugualmente senza problemi. Questi assaggi permettono anche di selezionare meglio le varietà scartando eventuali piante non gradite.


Zea mays
Tipo di impollinazione: tramite il vento. Quindi quasi sempre incrociata.
Metodo di isolamento: una distanza di 1-3 chilometri che naturalmente può variare a seconda dell’ambiente. Bisogna valutare se qualche barriera ci protegge e ci permette di accorciare la distanza o se, ad esempio, una grande quantità di mais nelle vicinanze ci consiglia di aumentarla.
Quando le distanze da altre varietà di mais lo permettono si potranno coltivare due varietà che fioriscano in periodi ben diversi, se l’andamento stagionale lo consente.
In alternativa si potranno proteggere le future spighe coprendole con dei sacchetti di carta prima che emettano i filamenti (stigmi). Si faciliterà l’operazione tagliando la foglia intorno alla spiga e mettendo allo scoperto i filamenti finora nascosti dalla foglia. I filamenti non devono essere già scoperti. Ugualmente la mattina presto di uno o pochi giorni dopo si copriranno con altri sacchetti i fiori maschili appena questi faranno fuoriuscire le antere ricche di polline. Verso mezzogiorno dello stesso giorno in cui saranno stati coperti i fiori maschili si provvederà a raccogliere i sacchetti ormai contenenti il polline, magari dopo aver scosso leggermente le piante, a mettere insieme tutto il polline di tutti i sacchetti e a mescolarlo. Con questo polline appena raccolto si andranno immediatamente a impollinare le spighe scoprendo solo per un attimo ed uno per volta i loro sacchetti. Se i filamenti fossero troppo lunghi possono essere accorciati poiché sono ricettivi lateralmente e non all’apice. Se tutto va bene ogni filamento su cui sia caduto almeno un granulo di polline darà origine ad un seme. I sacchetti sulle spighe, per sicurezza, possono restare fino alla raccolta. I filamenti rimangono infatti ricettivi per settimane. Si consiglia di prendere il polline da almeno una cinquantina di piante e di utilizzarlo per impollinare le spighe di almeno una cinquantina di altre piante. Questo perché il mais è soggetto a “depressione genetica” (nascita di piante deboli, poco sane e poco produttive) se poche piante sono coinvolte nella riproduzione di una varietà. Si consiglia infatti di coltivare almeno 100-400 piante per varietà, ma pare che le varietà antiche soffrano meno di “depressione genetica”.
Estrazione dei semi: facile, basta staccare i semi dalle spighe una volta ben secche.


Famiglia Brassicaceae
Tipo di impollinazione: incrociata, ma in alcuni casi è possibie anche con polline della stessa pianta. Le piante infatti sono sempre impollinabili da altre piante, e spesso solamente da altre piante, ma talvolta in alcune specie e varietà possono anche autoimpollinarsi. L’impollinazione incrociata dà semi migliori. L’impollinazione è effettuata dagli insetti e in alcuni casi (Brassica napus) forse anche dal vento. Sono possibili ibridi tra specie diverse (es.: tra Brassica napus, Brassica juncea e Brassica rapa).
Metodo di isolamento: si raccomanda una distanza di circa un chilometro tra le diverse varietà della stessa specie e delle eventuali altre specie ibridabili. Se si coltivano più varietà che fioriscono contemporaneamente si possono coprire con delle gabbie di tulle scoprendole a giorni alterni in modo che gli insetti possano effettuare le impollinazioni, ma solo tra le piante di una varietà per volta.
Estrazione dei semi: i semi si raccolgono rompendo i frutti una volta che siano ben secchi. Per mantenere una sufficiente biodiversità si consiglia di impollinare tra loro almeno 6-20 piante per varietà e di raccoglierne i semi da tutte.


Vigna unguiculata
Tipo di impollinazione: prevalentemente non incrociata. Si autoimpollina già prima che il fiore si apra agli insetti.
Metodo di isolamento: nessuno o brevissime distanze.
Estrazione dei semi: sgranando i baccelli manualmente o battendoli in un sacco.


Vigna unguiculata ssp. sesquipedalis
Tipo di impollinazione: prevalentemente non incrociata. Si autoimpollina quasi sempre già prima che il fiore si apra agli insetti. Gli incroci sono comunque rari e tollerabili.
Metodo di isolamento: nessuno o brevi distanze. Per estrema sicurezza si possono usare gabbie di tulle.
Estrazione dei semi: i baccelli, raccolti ben secchi sulle piante, non si sgranano ma si sbriciolano stropicciandoli con le mani in un recipiente. Scuotendo poi il recipiente i semi andranno quasi tutti sul fondo e si potranno togliere le briciole dei baccelli stratificate in alto. In seguito si faranno volare via gli ultimi residui dei baccelli mettendo i semi, ormai quasi puliti, in un vassoio e soffiandoci sopra.


Genere Cynara
Tipo di impollinazione: prevalentemente incrociata. È effettuata dagli insetti. Il carciofo (Cynara scolymus) e il cardo (Cynara cardunculus) possono incrociarsi tra loro. I singoli fiori dei capolini sono proterandrici (prima liberano il polline, poi gli stigmi diventano ricettivi quando il polline è ormai andato) e quindi praticamente autosterili. Ma all’interno di ogni capolino (il carciofo che mangiamo) ci sono molti fiori di età diverse che quindi riescono in gran parte ad impollinarsi anche con polline della stessa pianta.
Metodo di isolamento: distanze tra le varietà, e tra le due specie, di circa 1000 metri. In alternativa si possono coprire le piante con gabbie di tulle o i singoli fiori con sacchetti dello stesso materiale e procedere poi con l’impollinazione manuale passando un pennello setoso su ogni capolino. Usare un pennello diverso per ogni varietà delle due specie.
Estrazione dei semi: si raccolgono i semi (in realtà sono i frutti, detti acheni, costituiti quasi interamente dai semi) manualmente, prima che volino via col vento, attaccati ai loro pappi piumosi. Strusciandoli tra le mani si toglieranno poi i pappi con facilità.





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